In quali casi è possibile ottenere l’indennità di accompagnamento?

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Esistono delle particolari situazione, nel corso della propria vita, in cui possano essere maturate le condizioni per richiedere l’indennità di accompagnamento. Non è ovviamente un qualcosa di cui gioire (l’indennità viene concessa a fronte di gravi difficoltà legate alla salute), ma si tratta di un mezzo attraverso il quale si possano affrontare meglio tutti gli ostacoli di una situazione di fragilità.

In più non bisogna dimenticare che queste situazioni potrebbero arrivare come un vero e proprio fulmine a ciel sereno, come nel caso di una cura oncologica che conduca alla chemioterapia. Per questo è utile conoscere, almeno in linea teorica, in quali casi possa essere richiesta tale indennità. Vediamo insieme, nelle prossime righe, di cosa si tratta.

I requisiti

Quali sono i requisiti di base per avviare l’iter che conduce all’indennità di accompagnamento?

A fare da grande discriminante sono le condizioni di salute della persona. Si inizia da ciò che è già stato certificato in precedenza, come nel caso dell’invalidità. Chi è invalido al 100%, e con una invalidità permanente e totale, ha diritto a tale forma di sostegno. Vale non solo per le persone in età lavorativa, ma anche per i bambini e per le persone in età da pensione.

Altro requisito che può concorrere è quello legato al camminare: chi ha impossibilità a camminare può richiedere l’indennità di accompagnamento.

In generale, oltre ai due casi sopracitati, chi si trovi in una condizione tale da non poter compiere i comuni atti necessari allo svolgimento delle proprie attività giornaliere.

Possiamo quindi tracciare un filo rosso che accomuna le caratteristiche legate alla propria salute necessarie per richiedere l’accompagnamento: l’impossibilità di compiere una vita indipendente dal sostegno altrui. Nel caso in cui la propria condizione ricada in questa generalizzazione è probabile si possa richiedere tale indennità.

Oltre a ciò non va dimenticata la parte più tipicamente burocratica, legata alla cittadinanza. Per richiedere l’indennità di accompagnamento bisogna essere cittadini italiani o europei, mentre nel caso di Paesi extra-europei è necessario un permesso di soggiorno.

Quali sono gli atti quotidiani considerati ai fini dell’accompagnamento?

Chiariamo fin da subito un dettaglio: riconoscere l’indennità di accompagnamento non è sempre facile. Nel caso di una invalidità riconosciuta non si incontrano particolari difficoltà, così come nel caso di un individuo che non riesca a camminare in maniera autonoma. E in altri casi invece come è possibile riconoscere un caso idoneo ai fini dell’indennità?

Come abbiamo citato in principio è possibile ottenere tale indennità anche in caso di pazienti oncologici. Per farlo bisogna dimostrare che la propria condizione di salute rende insostenibile il compiere gli atti quotidiani di una persona in buono stato di salute.

Quali sono questi atti quotidiani? pensiamo alle funzioni ordinare che compiamo ogni giorno.

Mangiare è uno di questi atti, così come anche altre necessità fisiologiche, come nel caso dell’espletare i propri bisogni fisiologici. A ciò si aggiungono altri atti, sia fisici, come nel caso di vestirsi o lavarsi, sia più astratti, come lavorare, fino ad arrivare alle capacità legate al pensiero. In realtà è possibile trovare, all’interno della giurisprudenza italiana, un elenco davvero completo di tali attività. Tramite tale elenco è semplice paragonare la propria condizione, per capire se sia il caso o meno di avviare tale iter.

Affidarsi a esperti

La burocrazia italiana può rivelarsi una giungla. Per questo è importante rivolgersi a esperti nel campo della giurisprudenza, così da muoversi nei tempi e nei modi migliori. L’indennità di accompagnamento può fare la differenza nella nostra vita di tutti i giorni, così come in quella dei nostri cari, e ottenerlo, e farlo in maniera rapida, è davvero importante.

Essere seguiti, in un iter di questo tipo, è una ipotesi tutt’altro che da sottovalutare.

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